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n. 60, Anno VI - 31 marzo 2010
| | | | e-Media Institute | n. 60, Anno VI, 31 marzo 2010 | LINEE BROADBAND – ITALIA INDIETRO
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| RICERCHE - RISORSE  | La soglia delle 30 linee broadband per 100 abitanti può essere considerata un obiettivo minimo per lo sviluppo del mercato Internet. Fra i grandi Paesi europei, Italia e Spagna, con sole 20 linee fisse broadband per 100 abitanti, si caratterizzano per la più bassa penetrazione della banda larga. Regno Unito, Germania e Francia si collocano fra 29 e 30 linee e si caratterizzano anche per una maggiore accelerazione nello sviluppo delle reti di nuova generazione. I Paesi scandinavi si collocano tutti già ben oltre le 30 linee per 100 abitanti, insieme alla Svizzera e all’Islanda. Tutti gli altri Paesi sono indietro, con Grecia e Portogallo in coda alla classifica con una penetrazione di poco superiore al 15%. |
| Una nuova serie di mappe di e-Media Institute profilano il mercato della banda larga in Europa. | PUBBLICITA’ BROADBAND - ITALIA INDIETRO
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| RICERCHE - RISORSE  | Il confronto fra i volumi degli investimenti pubblicitari per singola connessione broadband di rete fissa mostra chiaramente che in Italia e Spagna gli investitori sono ancora freddi nei confronti delle offerte Web. Considerando i soli investimenti in pubblicità tabellare su Internet, l’Italia totalizza 27 Euro per singola linea broadband. La Spagna ne genera solo 21 e la Francia 26. Germania e Regno Unito hanno il volume d’investimenti più alto in Europa pari, rispettivamente, a 46 e 41 Euro per singola linea broadband. In questi due Paesi, gli investimenti pubblicitari sul mezzo TV, generati per singola famiglia televisiva, si attestano rispettivamente a 111 e 134 Euro. In Italia raggiungono i 184 Euro. |
| Una nuova serie di mappe di e-Media Institute profilano il mercato della banda larga in Europa.
| BROADCASTER VS. PACKAGER NELLA OTT TV
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| RICERCHE - RISORSE  | Tutti i grandi operatori televisivi europei sono alle prese con la definizione delle strategie per il presidio del nascente mercato delle offerte “ibride” broadcast-broadband, sul quale hanno già preso posizione numerosi soggetti in posizione di packager / aggregatori. Le prime offerte di OTT TV vedono impegnati produttori di elettronica di consumo (LG, Samsung, Sony etc.), operatori del mercato dei videogames (Nintendo, Microsoft etc.), operatori di Tlc (come Telecom Italia) ma anche nuovi aggregatori indipendenti. Se da una parte i broadcaster moltiplicano gli accordi di distribuzione con i packager, dall’altra sono impegnati direttamente in progetti “aperti” cross-industry, come Project Canvas o HbbTV. In questo difficile equilibrio si gioca, nel medio-lungo periodo, una delle partite decisive per i broadcaster. |
| Puoi scaricare un sample di Web-TV Intelligence & Strategies, report di analisi settimanale dedicato al mercato della TV via Internet-Web.
| USA: VIZIO PUNTA SULLA OTT TV
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| RICERCHE - RISORSE  | Il produttore di consumer electronics Vizio cerca di capitalizzare la posizione di forza raggiunta sul mercato statunitense dei televisori proponendosi come aggregatore di contenuti e servizi per la Over-the-Top TV. Con quasi il 20% dei pezzi venduti nel 2009, Vizio è infatti il primo produttore di TV set LCD negli USA. Dal gennaio 2010, il nuovo portale Vizio Internet Apps, accessibile direttamente dai TVset Internet-enabled proprietari e prossimamente anche attraverso altri device (lettori Blu-ray etc.), raccoglie cataloghi VoD e applicazioni Web gratuite (dai servizi di social networking alle internet radio). Le potenzialità della Over-the-Top TV attirano il crescente interesse dei grandi player dell’Home Video: già oggi, sulla piattaforma di Vizio, competono direttamente tutti i principali servizi di online movie rental statunitensi, da Blockbuster a Netflix fino ad Amazon Video. |
| MTM – Media Trend Monitor – è un report mensile di Market Insight (analisi dei principali eventi, dati di mercato etc.) che può essere personalizzato a seconda delle necessità delle imprese clienti.
| QUANTO VALE IL CONSUMO VIDEO VIA WEB?
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| RICERCHE - RISORSE  | Mentre il consumo di contenuti audiovisivi attraverso Web e piattaforme “neo-TV” risulta in fortissima ascesa, sembra ancora lontano dall’essere pienamente risolto il problema della misurazione di tale consumo. Come dimostra il caso USA, la quantificazione e qualificazione del consumo video via Web si basa su definizioni e metodologie di rilevazione controverse e non del tutto condivise, producendo così dati fortemente discordanti. Se l’assenza di misure certe tende a impattare negativamente la crescita dell’online video advertising, il problema della misurazione diviene ancora più stringente, in uno scenario di sempre maggiore integrazione tra piattaforme (TV, Web, mobile), forme di consumo audiovisivo (lineare e “non lineare”) e tipologie di servizi (editoriali e “neo-editoriali”). |
| Puoi scaricare un sample di Web-TV Intelligence & Strategies, report di analisi settimanale dedicato al mercato della TV via Internet-Web.
| DIGITA - LA NUMERAZIONE DEI CANALI DELLA TDT
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| RICERCHE - RISORSE  | Nel numero di marzo di Digita, la newsletter dell’associazione DGTVi, e-Media Institute pubblica un’analisi comparata delle politiche adottate nei principali Paesi europei (Francia, Italia, Regno Unito e Spagna) sul controverso tema della numerazione automatica dei canali della TDT. Oggetto di ampi dibattiti, spesso conflittuali, la questione della LCN è stata affrontata, anche se non sempre risolta, sulla base di differenti modelli e approcci. Se in Francia la numerazione è stata stabilita dall’Authority CSA, nel Regno Unito la gestione della LCN di Freeview è in capo a DMOL, società cui partecipano tutti gli operatori di rete. |
| È possibile scaricare dal sito di e-Media Institute il numero 20 della newsletter Digita realizzata da DGTVi con la partecipazione di e-Media Institute. | | | | |
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